Con un posizionamento preciso e qualche accorgimento, asciugare le lenzuola in un’ora è possibile anche in inverno.
Quando le temperature scendono e l’umidità si alza, stendere il bucato all’aperto diventa complicato. Le lenzuola, in particolare, sono tra i capi più difficili da asciugare: occupano spazio, trattengono molta acqua e, se lasciate in ambienti chiusi senza le giuste condizioni, rischiano di sviluppare muffe e cattivi odori. Ma c’è un metodo efficace per risolvere il problema senza usare l’asciugatrice. Bastano un deumidificatore ben posizionato e alcune accortezze pratiche: un sistema che, secondo chi lo applica regolarmente, consente di ottenere lenzuola asciutte in circa un’ora, anche in pieno autunno.
Come ottimizzare tempo e spazio per un’asciugatura rapida
Il primo passo non avviene sullo stendino ma nella lavatrice. È importante impostare un ciclo di centrifuga extra che permetta di ridurre la quantità di acqua nei tessuti fino al 30% in più. Questo passaggio è cruciale per evitare che l’umidità residua rallenti l’asciugatura. Finito il ciclo, i capi vanno tolti immediatamente: lasciarli nel cestello può generare cattivi odori e favorire la proliferazione di batteri.
Poi, uno per uno, vanno scossi energicamente. Questo gesto rompe la compattezza delle fibre e permette una miglior circolazione dell’aria tra i filati. Le pieghe spariscono, i punti critici asciugano prima, e il processo si avvia nel modo corretto. Già qui si guadagnano minuti preziosi.
p

Non è un’asciugatrice eppure asciuga tutto in 60 minuti (anche lenzuola e copripiumini) – www.reteriservealpiledrensi.tn.it
Arrivati allo stendino, la disposizione dei capi fa la differenza. Lenzuolo e copripiumino devono essere sistemati in modo da creare una sorta di cupola chiusa, che trattiene l’aria umida al suo interno. Intorno, si possono collocare altri indumenti — magliette, pantaloni, asciugamani — sempre ben distanziati per evitare sovrapposizioni. Il risultato sarà una struttura geometrica funzionale, che permette all’aria secca di fluire in maniera controllata tra i tessuti.
Il ruolo del deumidificatore e perché è così efficace
A questo punto entra in gioco il vero protagonista: il deumidificatore. Questo apparecchio, pensato per ridurre l’umidità nell’aria, funziona aspirando aria carica di vapore acqueo, separandola dall’acqua (che viene raccolta in una vaschetta interna), e reimmettendo aria più calda e asciutta nell’ambiente.
Il trucco, però, sta nella posizione. L’apparecchio va messo a fianco dello stendino, non troppo lontano, in modo che l’aria trattata colpisca direttamente i capi bagnati. L’obiettivo è creare una corrente interna che faciliti l’evaporazione, agendo soprattutto sui punti dove l’acqua tende a ristagnare: angoli, pieghe, bordi doppi.
Con questo sistema, dopo circa un’ora, lenzuolo e copripiumino risultano asciutti. Altri indumenti — come jeans o capi spessi — richiedono più tempo, ma è già un traguardo importante. Il consumo medio di un deumidificatore moderno si aggira intorno ai 0,25 kWh all’ora, traducibile in pochi centesimi di euro, molto meno rispetto a un ciclo completo in asciugatrice.
Un altro vantaggio è l’assenza di stress per i tessuti: niente rotazioni, nessun calore eccessivo, e una maggiore durata nel tempo degli indumenti. Non è un caso che sempre più famiglie stiano integrando il deumidificatore nella gestione del bucato, soprattutto nei mesi umidi.
In città dove lo spazio è poco e le asciugatrici non sempre trovano posto, questa soluzione si è rivelata efficace, economica e sostenibile. Anche per chi abita in piccoli appartamenti o ha bambini piccoli e necessità frequenti di lavaggi, asciugare le lenzuola in casa senza stress è oggi un’operazione alla portata.
Non è un’asciugatrice eppure asciuga tutto in 60 minuti (anche lenzuola e copripiumini) - www.reteriservealpiledrensi.tn.it






