Anche nel 2026 la NASpI rappresenta il principale strumento di tutela per i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria.
L’INPS, che gestisce questa indennità mensile, ha aggiornato le cifre e alcuni requisiti, in linea con l’andamento dell’inflazione e le novità normative di inizio anno. La misura, pur mantenendo la sua struttura di fondo, vede modifiche importanti in termini di importi massimi e modalità di calcolo, che impattano direttamente sul sostegno economico a favore dei beneficiari.
La NASpI spetta ai lavoratori con rapporto subordinato che hanno perso il lavoro in modo involontario, includendo diverse categorie come apprendisti, soci lavoratori di cooperative, personale artistico con contratto subordinato e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Dal 2022 sono inclusi anche gli operai agricoli a tempo indeterminato impiegati in cooperative che trasformano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici.
Sono esclusi dalla prestazione i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, gli operai agricoli a tempo determinato e i lavoratori prossimi alla pensione (vecchiaia o anticipata) o titolari di assegno ordinario di invalidità che non optino per la NASpI.
Per accedere all’indennità, è necessario lo stato di disoccupazione e aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro. Non più rilevante, invece, il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo, abolito a partire dal 1° gennaio 2022.
Tra le cause che danno diritto alla NASpI vi sono il licenziamento, la scadenza di un contratto a termine, la risoluzione consensuale e altre forme di cessazione involontaria. Le dimissioni volontarie sono escluse, salvo quelle per giusta causa. Non sussistono restrizioni per licenziamenti disciplinari o per giustificato motivo oggettivo.
Durata e calcolo dell’indennità: aggiornamenti per il 2026
Un aspetto cruciale riguarda la durata della NASpI, che dipende dalla contribuzione degli ultimi quattro anni. L’indennità viene corrisposta per un periodo pari alla metà delle settimane contributive maturate in tale arco temporale, con esclusione dei periodi già coperti da precedenti NASpI. Per esempio, un lavoratore con quattro anni di contribuzione continua potrà ricevere fino a 24 mesi di indennità, mentre chi ha maturato 36 mesi ne otterrà circa 18.
L’importo mensile si basa sulla retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni e segue una formula progressiva: il 75% della retribuzione media fino a una soglia di 1.456,72 euro mensili, a cui si aggiunge il 25% della parte eccedente tale soglia, fino al raggiungimento di un massimale. Per il 2026, l’INPS ha fissato il massimale a 1.584,69 euro mensili, un aumento dell’1,4% rispetto al 2025, in linea con l’inflazione ISTAT.
Dal sesto mese di erogazione, per i beneficiari con meno di 55 anni, e dall’ottavo mese per chi ha almeno 55 anni, si applica un meccanismo di riduzione progressiva chiamato décalage, che comporta una diminuzione del 3% dell’importo ogni mese successivo.
Inoltre, la NASpI si riduce in caso di avvio di attività autonoma o di lavoro subordinato con reddito inferiore a determinate soglie, mantenendo il diritto alla prestazione ridotta a condizione che il beneficiario comunichi tempestivamente all’INPS l’inizio dell’attività e il reddito previsto.

Impatto del nuovo ISEE e correlazione con altre misure di sostegno (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)
Nel 2026 è entrato in vigore un nuovo sistema di calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), che risulta più vantaggioso soprattutto per le famiglie con figli. L’INPS ha adeguato le proprie procedure per applicare questo nuovo ISEE anche alle prestazioni di inclusione sociale, come l’assegno unico e universale per i figli a carico, introdotto nel 2022 e aggiornato anch’esso per il 2026.
Il nuovo calcolo prevede un significativo innalzamento della franchigia sul valore della casa di abitazione, che incide sulla determinazione dell’ISEE, con valori maggiori per i nuclei abitanti in capoluoghi di città metropolitane e incrementi aggiuntivi per ogni figlio convivente oltre il primo. Le maggiorazioni della scala di equivalenza sono state potenziate, rendendo il sistema più favorevole per le famiglie numerose.
Questi criteri più vantaggiosi dell’ISEE fanno sì che molte famiglie possano beneficiare di importi maggiori sia per l’assegno unico che per altre prestazioni sociali. L’INPS ha previsto il riesame automatico delle domande sospese nel primo trimestre 2026, applicando il nuovo ISEE senza obbligo di ulteriori adempimenti da parte dei cittadini.
Presentazione della domanda e modalità di erogazione della NASpI
La domanda per la NASpI deve essere presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. L’indennità decorre generalmente dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto, o dalla data di presentazione della domanda se questa avviene oltre l’ottavo giorno.
L’erogazione avviene con cadenza mensile, tramite accredito su conto corrente bancario, postale, libretto di risparmio o carta prepagata con IBAN, oppure tramite bonifico domiciliato.
È importante che il beneficiario partecipi ai percorsi di attivazione lavorativa e riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti, requisito essenziale per mantenere il diritto all’indennità.
In caso di avvio di attività autonoma o d’impresa individuale, la NASpI può essere liquidata anticipatamente in un’unica soluzione a titolo di incentivo all’autoimprenditorialità.
Le novità istituzionali e organizzative dell’INPS nel 2026
L’INPS, ente previdenziale pubblico che gestisce la NASpI e numerose altre prestazioni sociali, è guidato dal presidente Gabriele Fava e dalla direttrice generale Valeria Vittimberga. Nel corso del 2025 e inizio 2026, l’Istituto ha implementato aggiornamenti normativi e procedurali per adeguarsi alle nuove disposizioni di legge, in particolare riguardo al calcolo dell’ISEE e alla gestione delle prestazioni per l’inclusione sociale.
L’ente continua a svolgere un ruolo fondamentale nel sistema di welfare italiano, monitorando e aggiornando le misure di sostegno al reddito, con particolare attenzione alle esigenze di lavoratori disoccupati, famiglie con figli e soggetti in condizioni di fragilità economica.
Questi aggiornamenti assicurano che la NASpI e le altre prestazioni restino strumenti efficaci per accompagnare i cittadini verso la ripresa occupazionale e il sostegno economico in momenti di difficoltà.
I requisiti e la platea dei beneficiari della NASpI 2026 (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)






