Territorio

In Italia ci sono deserti veri: sembrano Marte ma sono dietro casa

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Non serve uscire dall’Italia per ritrovarsi davanti a paesaggi che sembrano arrivare da un altro pianeta, perché tra dune immense, creste d’argilla, canyon bianchi e distese aride esistono luoghi che mettono in crisi l’idea più comune che abbiamo del territorio italiano.

Quando si pensa all’Italia, l’immagine corre quasi sempre verso colline verdi, vigneti, borghi pieni di gerani e coste luminose. Eppure c’è un’altra faccia del Paese, molto meno raccontata, che ha a che fare con il vuoto, con il vento, con l’erosione e con una bellezza più severa. Non sono deserti nel senso climatico del termine, questo va detto, ma in molti casi l’effetto visivo è proprio quello: paesaggi lunari, scenari che sembrano marziani, tratti di territorio in cui la natura ha lavorato in modo radicale.

Dove la terra smette di sembrare familiare

Uno dei luoghi che più spiazzano è il Deserto di Accona, nel cuore delle Crete Senesi. Qui la Toscana cambia faccia all’improvviso. Spariscono l’ordine dei filari e le geometrie rassicuranti delle campagne, e compaiono biancane, calanchi, colline d’argilla che si fendono e si alzano come se fossero state modellate da una mano ostinata e antichissima. La luce fa il resto. In certe ore tutto sembra quasi irreale, con toni che passano dal bianco al grigio fino all’ocra.

È uno di quei paesaggi che non si impongono con la spettacolarità immediata, ma entrano piano. Camminare da queste parti significa accettare una forma di silenzio che oggi si incontra sempre meno.

La Sardegna che sembra Africa, ma non solo

Se invece si cerca qualcosa di più vicino all’idea classica di deserto, allora bisogna guardare alla Sardegna. Le dune di Piscinas, sulla Costa Verde, sono probabilmente l’esempio più netto. Sabbia ovunque, rilievi altissimi, vento costante, vegetazione che resiste come può. In certi punti la sensazione è davvero quella di trovarsi nel margine di un Sahara mediterraneo, solo che davanti, invece di un orizzonte asciutto, c’è il mare.

Ancora più sorprendenti sono le Dune di Is Arenas Biancas, nel sud-ovest dell’isola. Qui cambia persino il colore della sabbia, chiarissima, quasi abbagliante. Il contrasto con il blu dell’acqua e con il verde dei ginepri crea un paesaggio che sembra costruito apposta per sembrare impossibile, e invece è reale, concreto, vicinissimo.

I calanchi del Sud e l’Italia più aspra

Scendendo in Basilicata, il discorso cambia di nuovo. I Calanchi di Aliano non somigliano alle dune, ma producono lo stesso effetto di straniamento. Qui la terra si sgretola, si apre, si incide in profondità. Il paesaggio diventa duro, nervoso, pieno di creste e fenditure che lo rendono quasi inabitabile a prima vista.

Non è un posto che punta sulla dolcezza. Anzi. Ha qualcosa di più crudo, più severo, e forse proprio per questo resta. Anche perché qui il legame tra paesaggio e memoria è fortissimo. Non è solo natura, è anche racconto, letteratura, storia vissuta attraverso una terra difficile.

Alle porte di Roma, un vuoto che non ti aspetti

Poi ci sono i luoghi che sorprendono ancora di più perché si trovano dove non te li aspetteresti. Il Deserto di Capocotta, sul litorale romano, è uno di questi. A pochi chilometri dalla città, dentro la Riserva del Litorale Romano, esiste ancora un sistema dunale intatto, con rilievi sabbiosi, macchia mediterranea e una sensazione di isolamento che contrasta completamente con tutto quello che c’è intorno.

Ed è forse proprio questo il punto più interessante, questi luoghi non sono solo belli in modo insolito, ma cambiano anche il modo in cui guardiamo l’Italia. Ci ricordano che il paesaggio italiano non è soltanto armonia, equilibrio, bellezza addomesticata. A volte è anche spigolo, assenza, silenzio, materia che si sfalda o si accumula sotto il vento.

Alla fine, visitare questi paesaggi surreali significa fare esperienza di un’Italia meno prevedibile, meno fotografata nei soliti modi. Un’Italia che non cerca di piacere subito, ma che proprio per questo riesce a farsi ricordare molto più a lungo.

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