Cascate di Stanghe in Alto Adige - reteriservealpiledrensi.tn.it
Ci sono luoghi in cui la natura non si limita a creare paesaggi ma li scolpisce lentamente, costringendo chi li attraversa a fermarsi più volte per capire davvero cosa sta guardando.
L’Orrido di Gilfenklamm, conosciuto anche come Cascate di Stanghe, è uno di quei posti in cui l’impatto arriva subito, ancora prima di entrare nella gola.
Quello che rende questo percorso diverso da qualsiasi altro è il materiale. Qui non si parla di semplice roccia alpina, ma di marmo bianco puro, lavorato dall’acqua nel corso di migliaia di anni. Il risultato è una gola che cambia colore e consistenza rispetto a qualsiasi altro canyon.
Il Rio Racines ha inciso il suo passaggio dentro questa massa compatta, creando pareti levigate e curve che, in alcuni punti, sembrano quasi artificiali. Solo avvicinandosi si capisce che non lo sono.
Anche se spesso il marmo appare scuro, tra muschi e umidità, basta osservare meglio per intravedere il bianco originario, ancora visibile nelle superfici più esposte.
L’escursione parte da Stanghe, a pochi minuti da Vipiteno, e inizia in modo quasi tranquillo. Poi cambia tutto. Si entra nella gola e il percorso si trasforma in una sequenza di passerelle di legno, ponti sospesi e scale ancorate alla roccia.
Il rumore dell’acqua diventa costante, quasi invadente. Non è solo uno sfondo, è parte dell’esperienza. In alcuni tratti la gola si restringe così tanto che lo spazio sembra ridursi, mentre sotto scorrono vortici turchesi e salti d’acqua continui.
Il dislivello si sente, circa 175 metri, ma non arriva tutto insieme. È distribuito lungo il percorso, che resta accessibile ma mai completamente rilassato.
Il tempo medio per attraversare l’orrido è di circa un’ora, ma difficilmente si procede senza fermarsi. I punti panoramici si susseguono e cambiano continuamente prospettiva.
Non è un sentiero da fare velocemente. Anche chi parte con l’idea di “una passeggiata semplice” si ritrova a rallentare, a guardare, a ricalibrare il passo.
L’uscita a Ponte Giovo segna un cambio netto. Dopo la strettoia, la valle si apre, la luce cambia e il silenzio torna più presente. È un passaggio quasi brusco, ma necessario.
L’accesso all’Orrido di Gilfenklamm è regolato e a pagamento, con un biglietto che serve anche alla manutenzione del percorso. Si entra generalmente tra maggio e novembre, mentre in inverno la gola resta chiusa.
Le condizioni dentro il canyon sono diverse rispetto all’esterno. Anche in estate si percepisce un’aria più fresca e umida, e le passerelle possono essere scivolose. Scarpe adatte e una giacca leggera non sono un dettaglio secondario.
Il parcheggio principale si trova nella zona sportiva di Stanghe, da cui parte il sentiero di accesso. Tutto è ben segnalato, ma il flusso di persone varia molto in base alla stagione.
La posizione è uno dei punti forti. A pochi minuti si trova Vipiteno, con il suo centro storico compatto e riconoscibile, mentre tutta la Val Racines offre percorsi e paesaggi che cambiano rapidamente.
Chi decide di fermarsi un po’ di più si accorge che l’orrido è solo una parte del contesto. Il territorio intorno continua nella stessa direzione: natura, acqua, dislivelli e passaggi.
E alla fine resta una sensazione precisa: non è solo un’escursione, ma un luogo che modifica il modo in cui si guarda la montagna, almeno per qualche ora.