Sono stati analizzati 29 prodotti tra marchi noti e private label: tracce di acrilammide e micotossine anche nei biscotti più comuni.
Ogni mattina compaiono nelle case di milioni di italiani, accanto a tazze di latte, tè o caffè. I biscotti da colazione sono tra gli alimenti più diffusi e consumati, considerati da molti un prodotto semplice, adatto a tutti. Ma non tutti sanno che alcuni di questi biscotti contengono contaminanti invisibili, come acrilammide e micotossine, che destano preoccupazione soprattutto nei soggetti più vulnerabili. Un’indagine pubblicata a novembre da Il Salvagente ha preso in esame 29 campioni tra biscotti classici e integrali venduti nella grande distribuzione, esaminando in profondità non solo gli ingredienti, ma anche la presenza di sostanze sviluppate in fase di produzione.
Acrilammide e micotossine: cosa è stato trovato nei biscotti
Il test ha coinvolto prodotti di marchi noti come Mulino Bianco, Doria, Saiwa, Balocco, ma anche biscotti commercializzati da Coop, Lidl, Esselunga, Conad, Eurospin. Sono stati analizzati 13 biscotti bianchi e 16 integrali. L’elemento che ha colpito maggiormente i ricercatori riguarda l’acrilammide, sostanza che si forma quando alimenti amidacei vengono cotti ad alte temperature. È il risultato della reazione di Maillard, che rende il cibo dorato e croccante, ma porta con sé un rischio concreto: l’acrilammide è classificata dalla Iarc dell’Oms come probabile cancerogeno per l’uomo.

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Le analisi sono state affidate ai laboratori dell’Università Federico II di Napoli. Il valore medio rilevato tra i biscotti testati è di 88,6 microgrammi per chilo, ben lontano dalla soglia di 350 µg/kg fissata come riferimento per gli adulti in ambito europeo, ma vicino al limite di 150 µg/kg indicato per i bambini fino a tre anni. Alcuni campioni si sono spinti oltre i 130 microgrammi, come gli Esselunga Frollini alla panna (134 µg/kg) o i Doria Bucaneve (148 µg/kg), un valore quasi al limite per l’infanzia. In questi casi, il rischio è che un consumo ripetuto possa aumentare l’esposizione a lungo termine, soprattutto per i più piccoli.
L’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha già da tempo invitato a limitare la presenza di acrilammide nei cibi destinati ai bambini. Eppure, l’Unione europea non ha ancora fissato limiti di legge, lasciando solo delle soglie orientative. Questo significa che, anche quando un prodotto si avvicina pericolosamente a quei livelli, non è obbligatorio il ritiro dal mercato. La questione rimane quindi aperta.
Altri contaminanti e qualità degli ingredienti: zuccheri, fibre, additivi e oli da monitorare
Accanto all’acrilammide, l’analisi ha preso in esame anche le micotossine, sostanze prodotte da funghi che possono contaminare i cereali. I valori di deossinivalenolo (Don) e zearalenone si sono mantenuti ampiamente sotto i limiti di legge in tutti i campioni. Ma lo scenario si fa più incerto quando si osservano le cosiddette tossine emergenti, come le Enniatine, per cui ancora non esistono limiti normativi a livello europeo. Tracce significative sono apparse in alcuni biscotti, tra cui proprio gli Esselunga Frollini (28 µg/kg di Enniatina B) e i Doria Bucaneve (4 µg/kg), anche se in quantità inferiori rispetto alle soglie di rischio note.
Il test ha anche valutato la qualità nutrizionale complessiva dei biscotti. Sono stati premiati i prodotti più ricchi di fibre e con minor contenuto di zuccheri. Alcuni marchi si sono distinti positivamente, mentre altri hanno mostrato criticità legate alla presenza di olio di palma, sciroppo di glucosio-fruttosio, fosfati o edulcoranti come il maltitolo, che in alte quantità può causare disturbi intestinali. Gli ingredienti, secondo quanto emerso, sono un elemento chiave per orientare la scelta dei consumatori, ma la trasparenza delle etichette non sempre basta a raccontare la reale composizione del prodotto.
Tra i biscotti peggiori del test, spiccano due prodotti “bianchi”: gli Esselunga Frollini alla panna, con punteggi appena sopra la sufficienza, e i Doria Bucaneve, scesi a 5,5 su 10, penalizzati soprattutto dai livelli elevati di acrilammide. In entrambi i casi, le tracce di micotossine e le scelte industriali sugli ingredienti incidono sul giudizio finale.
Il test completo, con le valutazioni dettagliate di ogni singolo biscotto, è stato pubblicato nel numero di novembre de Il Salvagente, consultabile anche online per gli abbonati.
Hai mangiato questi frollini? Potresti aver assunto troppa acrilammide: il test assurdo de Il Salvagente - reteriservealpiledrensi.tn.it






