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Guadagni meno del tuo collega? Da oggi puoi ottenere risarcimento e arretrati

Guadagni meno del tuo collega? Da oggi puoi ottenere risarcimentoCome ottenere il risarcimento - reteriservealpiledrensi.tn.it

Il “tabù” dello stipendio sta per crollare all’alba di una rivoluzione normativa che si prepara a scuotere le fondamenta del mercato italiano.

Se fino a ieri scoprire che il tuo collega di scrivania, a parità di mansioni e responsabilità, percepiva una busta paga più pesante era motivo di frustrazione, da oggi diventa presupposto per un’azione legale senza precedenti nella legislazione italiana.

Il datore di lavoro, infatti, è civilmente obbligato a garantire l’qualità retributiva, pena il versamento di corposo risarcimenti e tutti gli arretrati maturati.

Addio alla disparità ingiustificata

La nuova legge sancisce il passaggio da una parità “di facciata” a una tutela reale e coercitiva. Al centro del provvedimento vi è il concetto di valore equivalente, che prevede che se due dipendenti svolgono  lo stesso ruolo con i medesimi incarichi, competenze e carico di lavoro, ogni scostamento salariale deve essere giustificato da criteri oggettivi e dimostrabili, come l’anzianità di servizio o premi di produzione legati a obiettivi misurabili.

In assenza di tali presupposti, la differenza di stipendio diventa a tutti gli effetti una discriminazione e, come tale, va perseguita per legge. La vera “mina vagante” per le aziende è il diritto del lavorare di recuperare le somme non percepite negli anni passati.

Guadagni meno del tuo collega? Da oggi puoi ottenere risarcimento

Cosa ti serve per richiedere il risarcimento – reteriservealpiledrensi.tn.it

Si parla di arretrati, un ricalcolo contabile che può coprire periodi significativi e rendere una politica retributiva opaca un debito aziendale vero e proprio, potenzialmente letale per i bilanci meno solidi.

Il percorso per il dipendente che sospetta di essere vittima di un gap salariale inizia con la raccolta di prove documentali. La busta paga del collega di turno resta comunque un documento riservato, ma la normativa sta spingendo verso una maggiore trasparenza retributiva in modo da facilitare l’accesso ai parametri di calcolo degli stipendi medi per categoria e livello all’interno della stessa struttura.

Una volta accertata l’anomalia, la richiesta di adeguamento deve essere presentata formalmente. Qualora l’azienda decidesse di ignorare la sollecitudine, subentrano gli organi di vigilanza. L’Ispettorato del Lavoro e i Tribunali possono intervenire con una giurisprudenza che si sta rapidamente consolidando a favore del lavoratore.

La mancata parità retributiva diventa quindi una violazione contrattuale che comporta sanzioni pecuniarie e l’immediato allineamento dei parametri salariali.

Le vecchie abitudini basate sulla negoziazione individuale ” al ribasso” o sulla discrezionalità dei vertici devono lasciare il posto a politiche retributive trasparenti. Ecco quindi che definire criteri oggettivi per gli scatti di stipendio diventa l’unico scudo per evitare contenziosi.

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