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Genitore anziano, cosa succede se uno dei fratelli non vuole occuparsene? La legge è chiarissima

Genitori“Non è mio problema” – ma la legge può punire chi ignora i genitori anziani - www.reteriservealpiledrensi.tn.it

Un solo figlio basta per evitare il reato, ma l’obbligo economico grava su tutti: ecco cosa fare se uno si tira indietro.

Quando un genitore anziano non è più in grado di badare a sé, la legge italiana stabilisce un principio chiaro: i figli non possono abbandonarlo. L’articolo 591 del codice penale prevede per chi lascia una persona incapace senza assistenza una pena da sei mesi a cinque anni di carcere. In pratica, non è necessario che tutti i figli si attivino in prima persona, ma almeno uno deve occuparsi della situazione, anche delegando a una badante o una struttura sanitaria. Tuttavia, sul piano civile e familiare, le cose si complicano: chi si occupa ogni giorno dei genitori spesso si chiede se sia giusto farsi carico di tutto mentre gli altri fratelli si defilano. La legge consente di agire? C’è modo di “costringere” chi si disinteressa?

Quando nasce l’obbligo legale di occuparsi dei genitori anziani o malati

L’obbligo di assistenza ai genitori nasce quando essi non sono più in grado di provvedere a sé, per vecchiaia, malattia fisica o mentale, o per altre cause invalidanti. In questi casi, i figli devono assicurare che il genitore riceva almeno il necessario: cura, sorveglianza, assistenza sanitaria. Non si tratta per forza di un’assistenza personale: è sufficiente garantire che qualcuno se ne occupi, anche se non si è direttamente coinvolti nella gestione quotidiana. E questo, dal punto di vista penale, è sufficiente per escludere il reato di abbandono.

Diverso è il discorso civile. Se un genitore si trova in stato di bisogno economico, la legge impone ai figli il versamento di una somma mensile sufficiente a garantire vitto, alloggio e cure minime (articolo 433 codice civile). Questo obbligo, detto “alimenti”, riguarda tutti i figli, in proporzione alla loro situazione economica (articolo 441). Quindi, se uno solo dei figli si occupa della parte materiale e anche delle spese, ha il diritto di non coprire anche le quote che spettano agli altri, specialmente se le loro finanze lo permetterebbero.

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Tuo fratello si rifiuta di aiutare i genitori? Ecco cosa prevede la legge italiana – www.reteriservealpiledrensi.tn.it

La legge, però, non consente ai fratelli di agire legalmente contro il fratello assente, né penalmente né civilmente. L’unico soggetto che può pretendere gli alimenti è il genitore stesso, che può rivolgersi al tribunale per ottenere quanto gli spetta. I fratelli attivi non possono quindi denunciare né obbligare il fratello disinteressato, a meno che non siano loro stessi in stato di bisogno e si trovino a pagare più del dovuto. In quel caso, si può richiedere una ripartizione proporzionale delle spese, per evitare che l’onere ricada tutto su uno solo.

Cosa succede se il genitore ha una pensione e come si calcola l’obbligo alimentare

Il fatto che il genitore percepisca una pensione minima o un assegno sociale non esonera i figli dal proprio dovere. Se l’importo mensile non basta per coprire vitto, affitto e assistenza sanitaria, l’obbligo degli alimenti resta in piedi, anche se in forma ridotta. Si valuta caso per caso, tenendo conto sia del reddito del genitore che di quello dei figli. Se, ad esempio, il padre riceve una pensione da 650 euro ma spende 900 euro per assistenza domiciliare e farmaci, la differenza andrà coperta dai figli secondo le rispettive possibilità economiche.

Inoltre, l’obbligo alimentare non deve per forza essere assolto con denaro. Secondo l’articolo 443 del codice civile, chi deve somministrare gli alimenti può scegliere se farlo tramite un assegno oppure accogliendo il genitore in casa, provvedendo direttamente al suo mantenimento. Una scelta spesso delicata, soprattutto quando i rapporti familiari sono tesi o se il genitore necessita di assistenza continua.

Per chi vive la situazione di fratelli assenti, resta solo una strada concreta: accordarsi sul piano economico e documentare le spese sostenute, eventualmente chiedendo al genitore di avviare un’azione legale se è in condizione di farlo. Ma dal punto di vista legale, l’unico vincolo certo è che almeno uno dei figli non abbandoni il genitore in stato di fragilità. E anche se sembra ingiusto, la legge italiana non punisce l’assenza morale dei fratelli, finché qualcuno si occupa della persona anziana.

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