L’Agenzia delle Entrate ha ripreso a inviare le comunicazioni sospese a dicembre, come previsto dal decreto Adempimenti: ecco cosa cambia per i contribuenti
Con la fine delle festività natalizie, il Fisco torna operativo a pieno regime. A partire dal 2 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha ripreso l’invio delle comunicazioni sospese nel mese di dicembre, come previsto dal decreto Adempimenti in vigore dal 1° gennaio 2024. La sospensione invernale, introdotta per alleggerire la pressione fiscale in un periodo delicato, si affianca a quella estiva di agosto e riguarda alcune tipologie di avvisi destinati ai contribuenti. L’obiettivo è stato quello di garantire maggiore serenità durante le vacanze, evitando che famiglie e lavoratori si trovassero a gestire questioni tributarie sotto l’albero o in spiaggia.
I controlli sospesi e il ritorno delle lettere di compliance
La misura riguarda un insieme definito di comunicazioni. Nello specifico, durante la finestra di dicembre sono stati bloccati gli esiti dei controlli automatizzati, ovvero quei riscontri che nascono dal confronto tra quanto dichiarato e le banche dati in possesso dell’amministrazione. Insieme a questi, lo stop ha coinvolto anche i controlli formali, più approfonditi e documentali, e le comunicazioni relative alla tassazione separata. Ma soprattutto si sono fermate le lettere di compliance, strumenti con cui l’Agenzia segnala eventuali anomalie invitando il contribuente a regolarizzare spontaneamente la propria posizione.

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La funzione di queste lettere è collaborativa e preventiva, mirata a evitare accertamenti e sanzioni laddove ci sia un errore o una dimenticanza sanabile. Proprio per questa loro natura “morbida”, si è ritenuto opportuno sospenderne l’invio nei periodi festivi. Eppure, già da inizio gennaio, la macchina fiscale si è rimessa in moto. Le lettere stanno tornando nelle caselle PEC e nelle cassette postali, e con esse riprendono anche le scadenze e gli obblighi legati alla gestione tributaria.
Il decreto Adempimenti, approvato nel 2023 e divenuto operativo nel 2024, ha introdotto questo doppio periodo di sospensione – agosto e dicembre – come parte di una strategia di semplificazione e umanizzazione del rapporto tra Fisco e cittadini. Ma attenzione: non si tratta di un blocco totale e indiscriminato. La normativa prevede diverse eccezioni, stabilite per tutelare l’interesse pubblico alla riscossione e garantire che l’attività dell’amministrazione non venga ostacolata in casi urgenti.
Quando la sospensione non vale: le eccezioni previste dalla norma
Nonostante la pausa di dicembre, alcuni atti fiscali possono essere notificati anche durante il periodo di sospensione. A chiarirlo è stata la circolare 9/E del 2024, che ha specificato i criteri per applicare correttamente il decreto. Il principio guida è l’urgenza. Se un atto deve essere inviato per evitare la decadenza o la prescrizione, allora l’Agenzia delle Entrate può procedere anche nei periodi festivi. Il caso più tipico è quando l’ultimo giorno utile per l’invio di una comunicazione cade entro la fine dell’anno: in quel caso, il blocco non si applica.
Altre eccezioni si verificano nei procedimenti penali e concorsuali. Durante un controllo fiscale, se emergono elementi che configurano un reato, l’amministrazione deve segnalare tempestivamente la situazione all’autorità giudiziaria, anche a dicembre. Lo stesso vale per i contribuenti coinvolti in fallimenti o liquidazioni: l’azione del Fisco in quei casi deve essere immediata per tutelare il credito erariale e partecipare alla distribuzione delle somme recuperate.
Insomma, la sospensione esiste, ma non paralizza del tutto l’attività fiscale. Serve a costruire un clima di maggiore equilibrio, ma non a depotenziare la funzione di accertamento e controllo. Per i cittadini, il ritorno delle lettere e degli avvisi significa riprendere in mano la gestione della propria posizione fiscale, magari con l’aiuto di consulenti, CAF o professionisti.
Dal canto suo, l’amministrazione sta cercando di spingere verso una maggiore digitalizzazione e trasparenza delle procedure, incoraggiando l’uso dei portali online, delle risposte via PEC e degli strumenti di compliance collaborativa. Un sistema che punta a prevenire piuttosto che a sanzionare, ma che richiede comunque attenzione costante e aggiornamento continuo sulle regole.
Con il mese di gennaio che si apre, il messaggio per i contribuenti è chiaro: la tregua è finita. Chi aveva ricevuto un preavviso o stava aspettando risposte dovrà ora confrontarsi con nuove comunicazioni in arrivo. E, nei casi previsti, regolarizzare tempestivamente per evitare conseguenze peggiori.
Fisco, dopo la pausa ripartono i controlli: a chi arriveranno lettere e avvisi già a gennaio - reteriservealpiledrensi.tn.it






