Un’altra ginocchiata al sogno Mondiale e questa volta fa male davvero. Non parliamo di un semplice stop muscolare o di qualche settimana ai box. Qui c’è di mezzo un legamento saltato, uno di quelli che cambiano la stagione, a volte anche la carriera. La notizia è arrivata nelle ultime ore e ha fatto rapidamente il giro dei media: la Nazionale perde uno dei suoi giocatori più affidabili proprio mentre si cominciava a pensare seriamente al percorso verso i Mondiali 2026.
Il giocatore è Marcel Ruiz, centrocampista del Toluca e ormai presenza stabile nel giro della Nazionale messicana. L’infortunio è arrivato durante una partita di Liga MX: Ruiz stava cercando di recuperare un pallone a centrocampo, pressione sull’avversario, cambio di direzione improvviso per anticipare il passaggio. Il piede resta piantato sul terreno, il ginocchio gira in maniera innaturale e lui si accascia subito. Chi ha visto la scena dal vivo racconta di un silenzio immediato nello stadio. Gli esami hanno poi tolto ogni dubbio: rottura del legamento crociato.
Messico nei guai per il Mondiale: salta anche Ruiz
Il problema non è soltanto l’infortunio in sé. Marcel Ruiz negli ultimi mesi era diventato uno dei centrocampisti/attaccanti più affidabili del panorama messicano. Non è il giocatore da copertina, non quello che vende maglie o riempie highlight sui social, però è uno di quelli che tengono insieme la squadra.
Nel Toluca era diventato il cervello della manovra, mentre con il Messico del Ct Aguirre stava guadagnando spazio partita dopo partita. Tecnico, ordinato, sempre disponibile tra le linee. Un centrocampista che fa girare il pallone e che dà equilibrio, qualità che spesso si notano solo quando vengono a mancare. Con un crociato rotto la stagione cambia completamente. Operazione chirurgica, mesi di riabilitazione e, poi, quel periodo di ritorno in campo dove nulla è davvero come prima. Anche se i tempi moderni della medicina sportiva sono migliorati, serviranno comunque otto mesi circa prima di rivedere il giocatore al suo livello.
E mentre i tifosi messicani guardano già alla strada che porta al Mondiale del 2026, resta quella sensazione un po’ amara che nel calcio torna sempre: basta un movimento sbagliato, mezzo secondo di sfortuna, e i piani di un’intera stagione, a volte di una Nazionale intera, devono essere riscritti da capo.
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