Le e-bike sono ovunque. In città, sulle piste ciclabili, persino sui percorsi di montagna. Hanno cambiato il modo di spostarsi.
A dirlo non è un detrattore della tecnologia, ma un esperto di scienze del movimento che invita a guardare la questione da un altro punto di vista: quello della salute.
Secondo Jan Seghers, professore alla KU Leuven in Belgio, le biciclette elettriche non sono l’opzione ideale per i più giovani, soprattutto sotto i 26 anni. Il motivo è semplice: il corpo, in questa fase della vita, è perfettamente in grado di sostenere uno sforzo fisico completo, senza bisogno di assistenza.
Il rischio, scegliendo una e-bike, è quello di ridurre proprio quell’impegno fisico che fa la differenza. Il motore elettrico interviene e alleggerisce la pedalata, diminuendo il lavoro di muscoli e sistema cardiovascolare.
E questo, nel lungo periodo, significa rinunciare a una parte importante dei benefici legati all’attività fisica: maggiore resistenza, miglior controllo della pressione, metabolismo più attivo e una migliore capacità del corpo di utilizzare l’ossigeno.
Per chi è giovane e in salute, la bicicletta tradizionale resta quindi uno strumento più efficace per allenarsi davvero.
Il vero punto non è lo sforzo, ma la costanza
Il discorso cambia completamente quando si guarda ad altre fasce della popolazione. Per chi ha smesso di fare sport, per chi ha problemi fisici o semplicemente per chi deve affrontare tragitti lunghi o impegnativi, la e-bike può fare la differenza tra muoversi e restare fermo.
Ed è qui che entra in gioco un concetto spesso sottovalutato: non conta solo quanto è intenso l’esercizio, ma quanto è regolare.
Le linee guida internazionali parlano chiaro: bastano 150 minuti a settimana di attività moderata per ottenere benefici concreti. Tradotto nella vita quotidiana, significa che anche piccoli tragitti fatti ogni giorno — andare al lavoro, fare commissioni — possono bastare.
Con una e-bike, questo obiettivo diventa più accessibile. Le salite pesano meno, le distanze sembrano più corte, la fatica è più gestibile. E così si pedala più spesso.

Cosa dicono gli studi sulle e-bike(www.reteriservealpiledrensi.tn.it)
Negli ultimi anni, diversi studi hanno analizzato l’impatto reale delle biciclette elettriche sulla salute. I risultati sono meno scontati di quanto si possa pensare.
Una ricerca del 2018 ha evidenziato che l’utilizzo della e-bike permette comunque di raggiungere livelli di attività fisica da moderati a intensi, riducendo gli ostacoli più comuni come la scarsa forma fisica o i percorsi difficili.
Analisi più recenti confermano questo scenario: anche se lo sforzo è inferiore rispetto alla bici tradizionale, resta comunque superiore rispetto a una semplice camminata.
Perché i giovani dovrebbero pensarci due volte (www.reteriservealpiledrensi.tn.it) 






