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Dovresti sempre coprire la fotocamera del tuo pc o tablet: c’è un motivo serissimo

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Coprire sempre la fotocamera del tuo pc o tablet può sembrare banale, ma difende da intrusioni silenziose che spesso restano invisibili.

Il fondatore di Facebook lo fa da anni. Anche l’ex direttore dell’FBI, che di intrusioni informatiche se ne intende, ha dichiarato pubblicamente di usare la stessa precauzione. Una striscia adesiva sopra la webcam del portatile. Non è una leggenda metropolitana. La violazione da remoto delle webcam è documentata, diffusa, spesso sottovalutata. Chi ne resta vittima difficilmente lo racconta. Ma accade, e più spesso di quanto si pensi. Non serve un errore tecnico. Basta aprire un allegato o cliccare su un link sbagliato. A quel punto l’attaccante può accendere la fotocamera, registrare, osservare, senza che appaia alcuna luce.

Come gli hacker accedono alla webcam e cosa fanno davvero con le immagini

In ambienti di sicurezza informatica si parla da tempo dei trojan a controllo remoto, programmi mascherati che danno accesso completo al dispositivo. Uno dei metodi più usati per attivare la webcam è proprio questo. Lo chiamano Remote Administration Tool, e permette di osservare, ascoltare, scattare foto o avviare video. È il sistema utilizzato in centinaia di casi documentati, spesso contro utenti comuni. Il più noto è quello avvenuto in California, quando un giovane hacker riuscì a installare un trojan sul pc di Miss Teen USA e la fotografò in momenti privati, poi la minacciò chiedendole nuove immagini. Dopo l’arresto, ammise di aver spiato almeno 150 donne.

Esistono anche strumenti come Shodan, un motore di ricerca che permette di trovare dispositivi connessi online e poco protetti. Alcune webcam domestiche trasmettono in streaming senza nemmeno una password. È sufficiente conoscere la porta 554 (RTSP) per accedere in modo diretto. In quel caso, il criminale non ha nemmeno bisogno di entrare nel tuo computer. Basta che la webcam non sia configurata correttamente.

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I rischi non riguardano solo la privacy, ma anche il ricatto. Un caso emerso in Australia ha visto un uomo minacciato dopo essere stato registrato da remoto mentre era in casa. La richiesta era di 10.000 dollari. L’uomo ha denunciato, ma molte donne non lo fanno. Per paura, per vergogna. Alcuni attacchi sono mossi da ossessioni personali, altri da intenti economici. Chi osserva lo fa per denaro, per controllo o per umiliare.

Il punto è che questi episodi non sono tecnicamente difficili. Chi ha le competenze può riuscirci in pochi minuti, specie se chi usa il dispositivo non aggiorna i sistemi, non protegge le reti, non usa antivirus o si connette da Wi-Fi pubblici. È una porta aperta sulla tua vita, e molti non se ne rendono conto.

Cosa significa davvero proteggersi (e perché il nastro adesivo non basta)

Mettere un post-it sulla webcam è un gesto che molti ridicolizzano, ma rappresenta la prima difesa concreta. È fisica. Non aggirabile. Blocca lo sguardo di qualsiasi software, anche il più sofisticato. Eppure, non è sufficiente da sola. Serve un’attenzione più ampia, quotidiana, fatta di scelte e abitudini. Chi lavora nel settore della sicurezza lo ripete spesso: aggiorna il sistema, usa password forti, non cliccare su link sconosciuti, installa una suite di sicurezza seria.

Esistono strumenti specifici come AVG Internet Security, che permettono di monitorare l’accesso alla webcam. Se un’app tenta di usarla, ricevi una notifica. Puoi bloccarla o autorizzarla. Questo tipo di protezione agisce prima dell’attivazione, evitando che un programma ne prenda il controllo senza permesso. Alcuni software permettono anche di gestire l’audio, evitando che il microfono venga acceso silenziosamente.

Per chi vuole andare oltre, è possibile disattivare completamente la webcam da Windows. Si entra in Gestione dispositivi, si trova la voce “Dispositivi di acquisizione immagini” o “Controller audio e video”, si seleziona la webcam e si clicca su “Disattiva dispositivo”. Ma questo metodo richiede diritti da amministratore, e ogni volta che serve fare una videochiamata va riattivata.

Il consiglio resta: coprila. Non costa nulla. Non rovina il computer. Ed è il modo più diretto per impedire intrusioni visive. Se poi si aggiungono strumenti di protezione software e attenzione ai comportamenti online, la sicurezza sale davvero. Anche perché, come dimostrano i casi noti, spesso gli attacchi avvengono in casa, di sera, quando si pensa di essere soli.

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