Nuovi studi delle università milanesi evidenziano rischi chimici e batterici legati all’uso quotidiano dei contenitori in plastica, soprattutto con cibi caldi o acidi. Alternative sicure e consigli pratici per la salute.
Le ciotole in plastica rappresentano da decenni un elemento imprescindibile nelle cucine di tutto il mondo, apprezzate per la loro leggerezza, resistenza agli urti e costo contenuto. Tuttavia, nuove ricerche italiane, basate su studi condotti dalle Università degli Studi di Milano e Milano-Bicocca, sollevano importanti interrogativi sulla sicurezza alimentare legata all’uso prolungato di questi contenitori, soprattutto quando sottoposti a calore o in presenza di alimenti acidi o grassi. Le evidenze scientifiche più recenti mostrano come la plastica non sia un materiale completamente inerte e come, in determinate condizioni, possa rilasciare sostanze potenzialmente dannose per la salute umana, incluse microplastiche e interferenti endocrini.
I rischi nascosti dietro l’uso delle ciotole in plastica
Nonostante la loro praticità, le ciotole in plastica possono diventare veicolo di contaminazione chimica e batterica. La plastica, infatti, è costituita da una complessa miscela di polimeri, plastificanti, additivi e coloranti che, se sottoposti a sollecitazioni termiche o meccaniche, possono subire una migrazione dei loro componenti verso gli alimenti contenuti. Questa migrazione è particolarmente accentuata in presenza di calore elevato, come quello generato dal microonde, o con alimenti acidi e ricchi di grassi.
Uno studio italiano ha evidenziato che riscaldando acqua in contenitori di polipropilene – uno dei materiali più diffusi per contenitori alimentari – a temperature comprese tra 90 e 110 gradi Celsius, si liberano regolarmente nano- e microsfere di plastica. Questi frammenti invisibili, assieme a sostanze chimiche come il Bisfenolo A (BPA) e gli ftalati, sono considerati interferenti endocrini, capaci di alterare il sistema ormonale e di interferire con i processi metabolici. Da gennaio 2025 l’Unione Europea ha vietato l’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti, sottolineando la crescente attenzione normativa verso tali rischi.
Gli ftalati, utilizzati per rendere flessibile la plastica, sono presenti soprattutto nel PVC e migrano facilmente negli alimenti grassi, rappresentando un pericolo per la salute, confermato anche dai dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, che ne rilevano la presenza nel corpo della quasi totalità della popolazione americana. Oltre ai composti chimici, l’usura meccanica del materiale genera microplastiche che, ingerite quotidianamente attraverso il cibo, si accumulano nell’organismo con potenziali effetti a lungo termine.

I contenitori di plastica fanno male? – reteriservealpiledrensi.tn.it
Il problema della sicurezza non è solo chimico. Le superfici delle ciotole in plastica, specialmente se graffiate o usurate, diventano il terreno ideale per la proliferazione di batteri. I micrograffi e le abrasioni fungono da rifugi per microrganismi come salmonella e listeria, particolarmente pericolosi se presenti in cibi proteici come insalate di tonno o salse a base di uovo. Il lavaggio tradizionale, anche con lavastoviglie, spesso non riesce a rimuovere completamente questi patogeni, che possono contaminare ulteriormente gli alimenti in caso di impilamento dei contenitori.
Non esiste una durata standard per l’uso sicuro delle ciotole in plastica, ma segni evidenti come scolorimento, macchie persistenti, graffi profondi e odori sgradevoli indicano la necessità di sostituirle immediatamente per evitare rischi.
Per ridurre i rischi associati all’uso delle ciotole in plastica, è consigliabile passare a materiali più sicuri e duraturi. Il vetro borosilicato, per esempio, resiste a temperature elevate senza rilasciare sostanze chimiche, è facile da pulire e non assorbe odori o coloranti. Può essere utilizzato senza problemi in microonde e lavastoviglie, garantendo una conservazione degli alimenti più sicura.
L’acciaio inox 18/10 è un’altra eccellente alternativa: molto resistente ai graffi, leggero e duraturo, è ideale per preparazioni a caldo, impasti e marinature. La composizione 18/10 indica la presenza di cromo e nichel nella lega, che assicurano resistenza alla corrosione e lunga durata anche con un uso intensivo.
La ceramica smaltata, pur essendo più fragile, offre un materiale chimicamente inerte, privo di rilascio di sostanze tossiche, con un’ottima resa estetica per la conservazione e preparazione di alimenti freddi o a temperatura ambiente. È meno indicata per il microonde a causa del surriscaldamento irregolare.
Sebbene l’investimento iniziale per questi materiali sia superiore rispetto alla plastica, la loro longevità e sicurezza compensano ampiamente il costo, evitando sostituzioni frequenti e riducendo l’impatto ambientale.
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