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Caldaia, ti devi affrettare a buttare la vecchia: nel 2026, solo così risparmi un sacco di soldi

CaldaiaIl bonus caldaia è sparito, ma ecco i trucchi legali per risparmiare fino a 15.000 euro - reteriservealpiledrensi.tn.it

Il Bonus caldaia classico non è più disponibile, ma restano Ecobonus, Conto termico 3.0 e Bonus ristrutturazioni: tutto quello che c’è da sapere per risparmiare.

In inverno, quando il riscaldamento smette di funzionare o la caldaia cede all’improvviso, non c’è molto tempo per riflettere. È proprio nei mesi più freddi che si moltiplicano le sostituzioni d’urgenza, e nel 2026 molti si trovano a fare i conti con l’assenza del Bonus caldaia classico, che negli scorsi anni permetteva di abbattere i costi in modo significativo. Ma non tutto è perduto. Esistono ancora diverse misure attive, pensate per favorire la transizione energetica e incentivare l’acquisto di sistemi più efficienti, sostenibili e meno impattanti dal punto di vista ambientale.

I vecchi incentivi che permettevano di cambiare caldaia a gas con sconti importanti non sono più accessibili, ma al loro posto si possono attivare Ecobonus, Conto termico 3.0 e il Bonus ristrutturazioni, a seconda del tipo di impianto scelto e della tipologia di abitazione.

Quali caldaie sono ammesse agli incentivi e quali bonus si possono richiedere

Il primo punto chiave è che le caldaie tradizionali a gas o GPL non rientrano più tra i dispositivi agevolabili. Le agevolazioni del 2026, infatti, guardano alla sostenibilità e sono destinate solo a chi sceglie impianti ibridi, a pompa di calore, a biomassa, a idrogeno o a biometano.

Le pompe di calore, sia aria-acqua che geotermiche, rientrano tra le soluzioni incentivate. Chi le installa può richiedere sia l’Ecobonus, con detrazione del 50% sulla prima casa, sia il Conto Termico 3.0, un contributo diretto che varia a seconda della potenza e della classe energetica.

Anche le caldaie a biomassa (pellet o legna) possono rientrare nei bonus, ma solo se hanno almeno 5 stelle di efficienza energetica. In questo caso, oltre al Conto Termico, si può accedere anche al Bonus ristrutturazione, che prevede una detrazione Irpef distribuita in dieci anni.

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Devi cambiare la caldaia nel 2026? Queste sono le uniche che ti fanno risparmiare davvero – reteriservealpiledrensi.tn.it

Per i sistemi ibridi, ovvero quelli che combinano pompa di calore e caldaia a condensazione, è previsto un incentivo specifico all’interno del Conto Termico 3.0, con rimborsi fino a 15.000 euro. Il contributo viene versato direttamente sul conto corrente del richiedente e non è soggetto a sconti in fattura o cessioni del credito.

Una soluzione ancora poco conosciuta ma efficace riguarda il solare termico, che permette di ottenere una detrazione del 50% se installato su prima casa e del 36% sulle altre abitazioni. Anche gli scaldacqua a pompa di calore, che sostituiscono i vecchi boiler elettrici, sono coperti dal Conto Termico, con rimborsi compresi tra 400 e 700 euro, in base alla capacità del dispositivo.

Le caldaie Hydrogen-ready e quelle a biometano, progettate per funzionare esclusivamente con gas verdi, sono le ultime a rientrare nei bonus. Per queste è prevista la possibilità di richiedere Ecobonus, Conto Termico 3.0 e, se abbinate a interventi edilizi, anche Bonus ristrutturazioni.

Come funzionano gli incentivi nel 2026: requisiti e modalità di accesso

Per orientarsi tra le agevolazioni disponibili bisogna considerare tre strumenti principali. Il primo è il Conto Termico 3.0, regolato dal Decreto Ministeriale 7 agosto 2025, che eroga un contributo a fondo perduto per l’installazione di dispositivi ad alta efficienza energetica. La domanda si presenta attraverso il portale GSE, e il rimborso può raggiungere i 15.000 euro, accreditati in tempi relativamente rapidi.

L’Ecobonus si applica agli interventi di efficientamento energetico nelle abitazioni, con detrazione del 50% per la prima casa e del 36% per le altre, fino a un tetto di 30.000 euro. Per ottenere il beneficio è necessario conservare tutti i documenti e seguire le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, comprese le specifiche tecniche richieste.

Il Bonus ristrutturazioni, infine, si attiva quando il cambio caldaia avviene nell’ambito di un intervento edilizio straordinario. La detrazione Irpef è del 50%, ma viene spalmata su 10 anni. Non è più ammessa la cessione del credito o lo sconto in fattura: per accedere al beneficio è obbligatorio effettuare il pagamento tramite bonifico parlante.

Chi deve cambiare la caldaia nel 2026 deve quindi prestare attenzione alla tipologia di impianto, al tipo di abitazione, e alle tempistiche, preparando in anticipo la documentazione tecnica e i requisiti formali. Le possibilità di risparmio concreto ci sono, ma sono vincolate a scelte precise e a un rispetto rigoroso delle procedure.

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