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Bonus a rischio? Tutto quello che devi fare entro fine gennaio: Isee e non solo

Bonus a rischioIl ritorno del canone Rai e il modulo per dire “non ho la TV” - reteriservealpiledrensi.tn.it

Canone Rai, Dsu e bonus bollette: le scadenze nascoste di gennaio che possono farti perdere tutto

Per chi pensa che le vere scadenze fiscali arrivino solo d’estate o a novembre, gennaio 2026 riserva qualche sorpresa meno chiassosa, ma molto più concreta. In queste settimane, milioni di famiglie italiane si trovano a fare i conti con adempimenti silenziosi, che possono influire sul bilancio annuale anche senza accorgersene. C’è la questione del canone Rai, che torna a bussare nelle bollette elettriche, e quella dell’Isee 2026, fondamentale per confermare automaticamente bonus e agevolazioni. Chi dimentica o ignora queste tappe rischia di perdere benefici, trovarsi addebitato importi non dovuti o vedere interrotto uno sconto già attivo da mesi.

Il ritorno del canone Rai e il modulo per dire “non ho la TV”

Il 26 gennaio 2026 è la data in cui scatterà il primo addebito del canone Rai per chi lo paga tramite la bolletta dell’elettricità. L’importo resta fermo a 90 euro annui, e può essere frazionato in dieci rate da 9 euro o versato in un’unica soluzione, secondo quanto stabilito dal proprio fornitore. Il punto però non è solo la cifra, ma il meccanismo con cui viene prelevata, che riguarda chiunque risulti intestatario di un’utenza domestica residente.

Bonus a rischio

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Chi non possiede un televisore ha diritto all’esonero, ma deve dichiararlo formalmente ogni anno. Il termine ultimo per farlo è il 31 gennaio. Dopo quella data, se l’utenza resta attiva e non risulta nessuna dichiarazione di non detenzione, il canone verrà addebitato in automatico fino a fine anno, senza possibilità di bloccarlo nelle bollette successive. Per compilare la dichiarazione basta accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate con Spid o Cie, oppure inviare la documentazione per raccomandata o via Pec. Nessun controllo diretto, ma una dichiarazione sostitutiva con valore legale. Un modulo che, se dimenticato, costa 90 euro all’anno anche a chi non ha una TV accesa da anni.

Il tema non è nuovo, eppure continua a colpire molti utenti, soprattutto anziani o nuclei senza dispositivi tradizionali, che magari usano solo smartphone e tablet. Il dato interessante è che nel 2025 sono state circa 390.000 le richieste di esonero accolte. Segno che qualcuno si ricorda, ma molti no.

Isee 2026: la chiave che apre (o chiude) l’accesso a tutti i bonus

Dal 1° gennaio è possibile presentare la nuova Dsu per ottenere l’Isee 2026, ed è proprio questo l’altro tassello che rende gennaio un mese da non sottovalutare. L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente serve a stabilire il diritto a moltissimi benefici, a partire dall’assegno unico universale fino ai bonus sociali in bolletta per luce, gas e acqua. Senza Isee aggiornato, tutti gli sconti si fermano, e in alcuni casi bisogna rifare la domanda da zero.

Il rinnovo è possibile in qualsiasi momento dell’anno, ma per evitare interruzioni negli accrediti automatici, è fortemente consigliato farlo entro gennaio o febbraio. L’Inps e l’Arera acquisiscono i dati Isee direttamente, ma solo se il documento risulta presente nei loro sistemi. In caso contrario, anche famiglie che rientrano perfettamente nei parametri rischiano di pagare bollette intere o di saltare un mese di assegno. Le soglie di accesso ai bonus non sono cambiate: fino a 9.530 euro di Isee per nuclei standard, e fino a 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli a carico.

Il rinnovo può essere fatto online tramite Spid, oppure presso i Caf. Servono redditi, saldo dei conti, patrimonio immobiliare e composizione del nucleo familiare. Il consiglio è di controllare entro gennaio anche che i dati forniti l’anno precedente siano ancora coerenti con la situazione attuale, soprattutto per chi ha cambiato lavoro, residenza o composizione del nucleo. Un dato errato può bastare per far decadere tutto.

La vera trappola è pensare che sia tutto automatico. In realtà, l’automatismo scatta solo se si aggiorna l’Isee, altrimenti le agevolazioni si interrompono senza preavviso, e il recupero è spesso complicato.

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