Prelevare più di tre volte al mese può generare costi extra sul conto corrente: ecco come funzionano e cosa fare.
Inserire la carta, digitare il PIN e ritirare il contante: un gesto che milioni di persone compiono ogni giorno, spesso senza prestare troppa attenzione. Eppure, dietro questa operazione semplice si nasconde una regola che non tutti conoscono. In molti casi, superare la soglia di tre prelievi mensili può comportare costi extra, addebitati direttamente dalla banca. Un dettaglio presente nei contratti, ma che passa inosservato fino al momento in cui, leggendo l’estratto conto, ci si accorge di spese inattese, anche se di pochi euro. La sorpresa è frequente, soprattutto per chi è convinto di usare il proprio conto in modo corretto.
Cosa comporta superare il limite di tre prelievi mensili
Le banche, da anni, applicano limitazioni ai prelievi gratuiti, soprattutto quando questi vengono effettuati su sportelli di altri istituti. In pratica, ogni volta che si ritira denaro contante da un ATM non appartenente alla propria banca, scatta per l’istituto un costo operativo. Questo comprende la manutenzione dello sportello, la gestione del denaro fisico, le commissioni interbancarie e, più in generale, un sistema sempre più orientato verso i pagamenti digitali. Per questo motivo, molti conti correnti prevedono solo tre operazioni gratuite al mese, dopodiché si attivano commissioni automatiche, spesso comprese tra 1 e 3 euro, oppure calcolate in percentuale sull’importo prelevato.

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Va chiarito che non si tratta di una regola fissa. Ogni banca adotta una propria politica, quindi i limiti possono variare. Alcuni istituti permettono prelievi illimitati se effettuati su sportelli del medesimo gruppo bancario, altri distinguono tra prelievi nazionali ed europei, oppure applicano condizioni diverse per i clienti under 30. La differenza spesso sta nei dettagli contrattuali, che non tutti leggono con attenzione al momento dell’apertura del conto.
In questo contesto, il superamento del limite si traduce in un addebito automatico, che appare in genere nel riepilogo mensile, sotto voci come “commissione prelievo ATM” o simili. E proprio perché l’importo è contenuto, molti clienti non se ne accorgono subito, anche se la somma finale, dopo mesi, può diventare rilevante.
Come evitare gli addebiti ricorrenti e gestire meglio i propri prelievi
Per non cadere in questi costi nascosti, è importante pianificare con attenzione le proprie abitudini bancarie. Il primo consiglio è quello di concentrare i prelievi, evitando di effettuarli in modo frammentato. Se possibile, ritirare una somma unica sufficiente per più giorni può ridurre il numero di operazioni e mantenersi entro la soglia gratuita.
Un’altra strategia efficace è quella di verificare le condizioni del proprio conto corrente. Alcuni pacchetti, specialmente quelli più recenti o destinati ai giovani, offrono prelievi illimitati o prevedono condizioni più flessibili. In alternativa, si può valutare un cambio di banca o l’attivazione di conti secondari, adatti a gestire piccoli prelievi senza costi.
C’è poi l’opzione sempre più diffusa dei pagamenti digitali, che permettono di ridurre l’uso del contante. Carte di debito, app bancarie, strumenti di trasferimento istantaneo tra utenti e servizi cashback offerti da alcuni supermercati (che consentono di ricevere denaro alla cassa dopo un acquisto) sono tutte soluzioni che eliminano la necessità di passare da uno sportello.
Il consiglio, per chi vuole evitare spiacevoli sorprese, resta uno: monitorare costantemente i movimenti del proprio conto, anche quelli più piccoli. Tenere sotto controllo le spese nascoste può aiutare a prevenire accumuli inutili e migliorare la gestione complessiva del proprio denaro.
Bancomat, esiste un limite di prelievi al mese ed è bassissimo: cosa si rischia se si supera - reteriservealpiledrensi.tn.it






