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Assegno all’estero: tutto quello che devi fare per non farti sospendere la pensione

pensione novitàPensione, novità (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)

L’INPS ha ufficialmente dato il via alla campagna 2026 di accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati italiani residenti all’estero.

L’INPS ha ufficialmente dato il via alla campagna 2026 di accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati italiani residenti all’estero, una procedura fondamentale per garantire la regolare erogazione delle pensioni oltre i confini nazionali. L’operazione partirà da marzo 2026 e coinvolgerà migliaia di beneficiari distribuiti in diverse aree geografiche.

L’iniziativa, annunciata nel messaggio ufficiale n. 3863 del 19 dicembre 2025, mira a prevenire eventuali irregolarità e a confermare la presenza effettiva del pensionato nel Paese estero di residenza. Il mancato invio della documentazione richiesta comporterà il blocco dell’assegno pensionistico a partire da settembre 2026.

Accertamento dell’esistenza in vita: modalità e destinatari

L’INPS ha affidato la gestione di questa delicata fase di verifica a Citibank N.A., incaricata di spedire a domicilio ai pensionati interessati un modulo specifico da compilare e inviare entro le scadenze indicate. La comunicazione include anche le istruzioni dettagliate per allegare una fotocopia di un documento di identità valido con fotografia, necessario per attestare l’identità del richiedente.

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Novità riguardo alla pensione (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)

I pensionati potranno restituire la documentazione in diversi modi: tramite posta ordinaria all’indirizzo PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, Regno Unito, oppure in via telematica, usufruendo di modalità digitali offerte da Citibank. In alternativa, è disponibile anche la presentazione diretta presso gli sportelli Western Union, partner consolidato per la gestione dei pagamenti e dei controlli nelle varie nazioni.

La campagna 2026 si articolerà in due fasi, la prima delle quali si svolgerà da marzo a luglio 2026 e coinvolgerà i pensionati residenti in:

  • America (Nord e Sud America);
  • Asia;
  • Estremo Oriente;
  • Paesi scandinavi;
  • Stati dell’Europa dell’Est e Paesi limitrofi.

La spedizione dei moduli di accertamento inizierà in modo ufficiale dal 20 marzo 2026, mentre la documentazione dovrà essere restituita entro e non oltre il 18 luglio 2026.

La seconda fase sarà successivamente programmata dall’INPS, anche in considerazione delle esigenze rilevate durante il primo ciclo di controlli.

Non tutti i pensionati residenti all’estero saranno chiamati a partecipare a questa prima tornata di verifiche. Grazie ad accordi tecnico-procedurali con alcuni Paesi europei, sono infatti esentati i pensionati residenti in:

  • Polonia;
  • Germania;
  • Svizzera;
  • Francia;
  • Belgio.

Inoltre, non dovranno inviare la documentazione nemmeno quei pensionati che hanno già riscosso direttamente almeno una rata della pensione presso gli sportelli Western Union nelle settimane immediatamente precedenti l’avvio della campagna, così come coloro che hanno subito una sospensione della pensione in passato.

Il mancato invio della documentazione comprovante l’esistenza in vita entro la scadenza del 18 luglio 2026 comporterà importanti conseguenze per il pagamento della pensione. In particolare, l’INPS procederà, dove possibile, al pagamento in contanti della rata di agosto 2026 tramite le agenzie Western Union presenti nel Paese di residenza del pensionato.

Tale somma dovrà essere ritirata personalmente entro il 19 agosto 2026. Qualora ciò non avvenga, l’INPS procederà alla sospensione del pagamento della pensione a partire dalla mensilità di settembre 2026, fino a che non verrà regolarizzata la situazione documentale.

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