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Altro che pace contributiva: arriva la clamorosa beffa per questi lavoratori

Pace contributiva, brutte notiziePace contributiva: arrivano brutte notizie - (reteriservealpiledrensi.tn.it)

La misura consente il riscatto dei periodi senza contributi solo a chi ha versamenti da un determinato periodo in poi

La pace contributiva continua a essere uno strumento molto discusso nel panorama previdenziale italiano, soprattutto per i lavoratori che desiderano anticipare il pensionamento colmando i cosiddetti “buchi contributivi”. Tuttavia, l’applicazione della misura presenta limiti stringenti, in particolare per chi ha versamenti effettuati prima del 1996.

Analizziamo gli aspetti fondamentali di questa agevolazione alla luce delle normative più aggiornate e dei casi tipici che emergono dall’esperienza pratica.

I vincoli della pace contributiva per chi ha contributi antecedenti al 1996

La pace contributiva nasce con l’obiettivo di consentire ai lavoratori più giovani o a chi ha iniziato tardi la carriera lavorativa di riscattare fino a cinque anni di periodi privi di contribuzione, purché questi si collochino interamente nel sistema contributivo puro. È importante sottolineare che il requisito imprescindibile per accedere a questo strumento è l’assenza di contributi accreditati prima del 1° gennaio 1996.

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Non arrivano buone notizie per i pensionati – (reteriservealpiledrensi.tn.it)

Questo limite deriva dalla riforma previdenziale contenuta nella legge 213/2023, che ha definito chiaramente i confini della misura. La norma esclude categoricamente coloro che hanno un montante contributivo misto, cioè che comprende versamenti effettuati prima della data di riferimento, in quanto la loro pensione viene calcolata con criteri diversi (sistema retributivo o misto).

Un caso emblematico riguarda un lavoratore che ha versato contributi da dipendente dal 1986 al 1996, seguito da un periodo di inattività e poi da una nuova attività autonoma dal 2002 in avanti. Nonostante la presenza di un intervallo privo di accrediti contributivi tra il 1996 e il 2002, questo soggetto non può usufruire della pace contributiva per recuperare quegli anni mancanti o per accedere anticipatamente alla pensione tramite questa modalità.

Per i lavoratori che invece rispettano i requisiti, la domanda di pace contributiva può essere presentata esclusivamente in modalità telematica tramite il portale ufficiale dell’INPS. Il sistema consente non solo di inviare la richiesta, ma anche di verificare i periodi di contribuzione riscattabili e di calcolare l’importo da versare, che può essere rateizzato.

Per chi preferisce un’assistenza diretta, è possibile rivolgersi al contact center INPS o agli enti di patronato autorizzati, che accompagnano l’interessato nella compilazione e nell’invio della domanda.

La procedura prevede una verifica dettagliata dei requisiti, con particolare attenzione al rispetto della condizione di non avere contribuzioni antecedenti al 1996. Solo in caso di accoglimento della domanda si procede al calcolo del costo del riscatto, che si basa esclusivamente sul sistema contributivo.

Un elemento cruciale da considerare è la temporaneità della pace contributiva. La misura, infatti, è attualmente prevista fino alla fine del 2025, salvo ulteriori proroghe che al momento non sono state confermate. Questo vincolo temporale impone a chi possiede i requisiti di valutare tempestivamente l’opportunità di accedere alla pace contributiva, considerando i costi e i benefici in termini di aumento della pensione o di anticipo nella data di pensionamento.

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