Quando arrivano le cartelle da parte del Fisco, è importante prestare attenzione a tutta una serie di dettagli. Ecco di cosa si tratta
L’arrivo di una cartella di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate è un qualcosa che lascia sempre un po’ intimoriti. Può succedere, infatti, di contrarre un debito e di essere in un momento della propria esistenza in cui la propria situazione economica non è tra le più floride.
Come ben sappiamo, le soluzioni ci sono e affrontare la questione prendendola di petto è la cosa migliore. Non pagare, d’altronde, può solo peggiorare il proprio contesto, fino ad arrivare a misure molto serie come un fermo amministrativo (in genere il non poter prendere l’auto finché non si salda il debito) oppure il pignoramento del conto corrente o altri beni materiali.
C’è tuttavia, un altro aspetto legato all’arrivo di una cartella esattoriale a cui molto non pensano e anzi, in parecchi lo ignorano, non sapendo di crearsi un danno non da poco.
Cartelle esattoriali, se arrivano a casa e le ignori rischi grosso e non lo sai: come evitare un salasso
Poniamo il caso che un contribuente riceva una missiva dall’Agenzia delle Entrate, in cui si intima il pagamento di un debito.

Allarme cartelle: nel 2026 ignorarle equivale a dire ‘sì, devo pagare’-reteriservealpiledrensi.tn.it
Se, a tutti gli effetti, il debito lo si è realmente contratto, c’è ben poco da fare: bisogna pagare. Come? Si può optare, in caso di disponibilità di risorse, per un versamento in unica soluzione, oppure dilazionare.
Attualmente, la scelta c’è ed è la rateazione ordinaria o addirittura, per chi ha cartelle che rientrano nella nuova rottamazione, c’è un ulteriore possibilità di tirarsi fuori dalla morsa dei debiti.
Se, però, arriva a casa una cartella per sbaglio, è necessario fare davvero attenzione. Nel caso in cui non si debba pagare nulla, poiché l’invio dell’intimazione di pagamento è solo frutto di un errore umano, la cartella deve essere contestata.
Il rischio è facilmente intuibile: se non la si contesta entro tot tempo, la legge dà per scontato che il contribuente riconosca il debito, anche se in verità non è affatto così. Non contesti la cartella? Non avrai più possibilità di tornare indietro.
Hai 60 giorni di tempo, dunque, per contestare la cartella e se non lo fai il debito si cristallizza. Questo vale persino per un debito andato in prescrizione da anni. Ragion per cui, se non si deve nulla al Fisco, è sempre bene contestare la notifica.
Allarme cartelle: nel 2026 ignorarle equivale a dire ‘sì, devo pagare’-reteriservealpiledrensi.tn.it






