Cucina

Addio alla carta forno: 4 alternative sostenibili per cuocere e cucinare

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Scopri soluzioni ecologiche e riutilizzabili per sostituire la carta da forno: dai tappetini in silicone alle teglie antiaderenti, fino alle ostie commestibili.

Con l’aumento della consapevolezza ambientale, cresce l’interesse verso alternative pratiche e sostenibili alla carta da forno in cucina. Questo prodotto, pur essendo uno strumento comodo e diffuso per evitare che gli alimenti si attacchino durante la cottura, presenta un impatto ambientale considerevole, soprattutto per via dell’uso di legno vergine e della difficoltà nel riciclaggio.

Pur somigliando a un foglio di carta tradizionale, la carta da forno è trattata con sostanze chimiche, in particolare siliconi, per renderla resistente a grassi, umidità e alte temperature. Questi rivestimenti antiaderenti ne impediscono il riciclo con la carta comune, poiché le fibre non possono essere separate dal film impermeabilizzante.

Di conseguenza, anche la carta da forno pulita deve essere smaltita nel secco indifferenziato, comportando uno spreco significativo di risorse naturali come il legno vergine. Inoltre, il compostaggio domestico è sconsigliato dato che il materiale non si degrada correttamente e può contaminare il compost con residui chimici.

Alternative sostenibili alla carta da forno

Tra le soluzioni più semplici e antiche c’è il metodo di ungere la teglia, utilizzando burro, margarina o olio neutro, eventualmente combinati con una spolverata di farina o pangrattato per un’efficace protezione contro l’attaccamento dei cibi. Questa tecnica richiede, però, una pulizia più accurata e diventa indispensabile quando si superano i 220 °C, temperatura oltre la quale la carta da forno rischia di deteriorarsi e rilasciare sostanze indesiderate.

Tappetini da forno in silicone

Tappetini da forno in silicone – www.reteriservealpiledrensi.tn.it

Un’altra opzione molto diffusa è rappresentata dai tappetini da forno in silicone. Questi sono lavabili, riutilizzabili all’infinito e garantiscono un’ottima resistenza al calore senza rilasciare sostanze tossiche, a patto di evitare quelli in PTFE (Teflon), contenenti composti fluorurati pericolosi come i PFAS. Prima del primo utilizzo, si consiglia di “attivarli” scaldandoli a 200 °C per un’ora e poi lavarli accuratamente per eliminare eventuali residui di produzione.

Per chi desidera investire in strumenti durevoli, le teglie antiaderenti con rivestimento ceramico o in vetro temperato rappresentano una valida alternativa. Spesso permettono di cuocere senza necessità di grassi o rivestimenti aggiuntivi. Chi predilige la panificazione casalinga o la pizza cotta a temperature elevate può affidarsi alla pietra refrattaria, che accumula e distribuisce il calore in modo uniforme, riducendo la dipendenza da fogli usa e getta, anche se richiede un lungo preriscaldamento con relativo consumo energetico.

Infine, un’antica soluzione che sta conoscendo un rinnovato interesse è l’uso delle ostie commestibili. Questi fogli sottili, usati fin dal Medioevo dai pasticceri tedeschi, sono perfetti per impasti umidi come i macarons o biscotti alla mandorla. Non solo impediscono l’adesione alla teglia, ma aiutano anche a limitare la formazione di parti bruciate, riducendo così la produzione di acrilammide, una sostanza potenzialmente dannosa generata durante la cottura ad alte temperature.

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