Nel contesto delle abitazioni moderne, la gestione efficiente dell’acqua calda sanitaria rappresenta un tema centrale.
In particolare, uno degli inconvenienti più comuni che affligge gli utenti riguarda il problema dell’acqua che non esce dalla doccia, spesso percepito come un guasto idraulico ma che può avere cause diverse e meno evidenti. L’approfondimento odierno si concentra su questo tema, integrando le ultime esperienze e soluzioni tecniche disponibili.
Quando l’acqua non scende correttamente dalla doccia, la prima ipotesi che viene in mente è un guasto all’impianto idraulico o un’ostruzione nelle tubature. Tuttavia, come confermato da esperti del settore e da casi reali di impianti domestici moderni, il problema può essere legato al funzionamento dell’accumulo di ACS e al sistema di ricircolo dell’acqua calda.
Nelle abitazioni dotate di un sistema di accumulo per l’acqua calda, come un boiler da 120 litri o più, l’acqua calda viene mantenuta a temperatura costante e distribuita ai vari punti d’uso. Se il circuito di ricircolo è esteso – con tubature che possono superare i 20 metri tra l’accumulo e i bagni – l’acqua presente nelle tubazioni tende a raffreddarsi rapidamente quando il circolatore è spento, causando ritardi nell’erogazione di acqua calda e, in alcuni casi, l’impressione che l’acqua non esca affatto.
Un sistema di ricircolo intelligente, collegato ad esempio all’accensione delle luci del bagno tramite domotica, può migliorare l’efficienza riducendo gli sprechi energetici, ma introduce una dinamica particolare: all’attivazione del circolatore, l’acqua fredda presente nel circuito ritorna nell’accumulo, riducendo temporaneamente la quantità di acqua calda disponibile per l’utente.
Strategie per migliorare il funzionamento dell’accumulo ACS e del ricircolo
Chi ha installato un sistema di ricircolo collegato ad attuatori domotici, come nel caso di abitazioni ristrutturate recentemente, sa che occorre bilanciare il risparmio energetico con la praticità d’uso. L’attivazione della pompa di ricircolo solo quando necessario – ad esempio, in orari prestabiliti o in corrispondenza dell’uso effettivo – evita che la caldaia si accenda troppe volte durante la giornata, riducendo i consumi.
Tuttavia, per ottimizzare la quantità di acqua calda disponibile e la sua temperatura, gli esperti consigliano alcune soluzioni:
- Aumentare la capacità dell’accumulo: sebbene limitata dallo spazio fisico disponibile, portare il volume da 120 a 160 litri può attenuare il problema, permettendo una maggiore quantità di acqua calda fruibile. Il costo e l’ingombro tuttavia devono essere valutati attentamente.
- Regolare la temperatura dell’accumulo: mantenere l’acqua tra i 60 e i 65 gradi favorisce una migliore miscelazione e soddisfa le esigenze di temperatura alle utenze, riducendo il consumo complessivo. È consigliabile l’installazione di un miscelatore termostatico per evitare rischi di scottature all’utenza.
- Gestire il ricircolo con un termostato collegato al ritorno del circuito, tarato intorno ai 35-40 gradi, in modo da attivare la pompa solo quando la temperatura scende sotto una soglia minima. Questo sistema evita che l’acqua circoli inutilmente quando è già calda.
- Impostare un timer per il ricircolo: attivare la pompa solo nelle ore di maggiore utilizzo, ad esempio un’ora o due al giorno, consente un buon equilibrio tra comfort e risparmio energetico. L’azionamento basato sull’accensione delle luci dei bagni, pur intuitivo, può provocare sprechi se l’acqua calda non viene effettivamente utilizzata ogni volta.

Innovazioni e consigli pratici per la domotica e il risparmio energetico (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)
L’integrazione della domotica nel controllo dell’ACS rappresenta un’opportunità importante per ottimizzare l’impianto idraulico domestico. Collegare il funzionamento del circolatore alle luci dei bagni è una soluzione “furba”, soprattutto in ambienti senza luce naturale, in cui accendere la luce è quasi sempre sinonimo di utilizzo del bagno. E’ fondamentale che il sistema preveda un minimo di ritardo per permettere all’acqua calda di raggiungere la temperatura desiderata prima dell’uso vero e proprio.
Il sistema domotico può inoltre essere arricchito con sensori di temperatura e timer programmabili, per evitare accensioni multiple e prolungate che aumentano i consumi. Gli utenti devono essere consapevoli che un aumento eccessivo della temperatura dell’accumulo o un ricircolo continuo portano a un incremento dei consumi energetici, vanificando i vantaggi della domotica.
I consigli degli operatori del settore invitano a mantenere l’accumulo ad almeno 60 gradi, limitare il ricircolo alle fasce orarie di utilizzo e installare miscelatori per garantire la sicurezza e il comfort dell’utente. Queste accortezze, unitamente a una corretta progettazione dell’impianto, possono eliminare i problemi di erogazione dell’acqua calda, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’efficienza globale.
Le cause principali del problema dell’acqua che non esce dalla doccia(www.reteriservealpiledrensi.tn.it)






