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80 milioni di euro per migliaia di risparmiatori: decisione definitiva, arrivano i risarcimenti

risarcimento bancaRisarcimento ai cittadini truffati - Reteriservealpiledrensi.tn.it

Via libera del MEF all’estensione del Fondo Indennizzo Risparmiatori: previsti ristori diretti per chi era rimasto escluso a causa di ostacoli burocratici e documentali.

Una svolta attesa da anni per migliaia di risparmiatori vittime del crac delle due banche venete, Veneto Banca S.p.A. e Banca Popolare di Vicenza S.p.A., è stata ufficialmente sancita oggi con l’approvazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) di un emendamento che estende il Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) anche agli ex clienti di queste istituzioni creditizie. La decisione del MEF, guidato dal ministro Giancarlo Giorgetti, prevede uno stanziamento complessivo di 80 milioni di euro, destinati a risarcire circa 10.000 risparmiatori coinvolti nelle vicende che hanno segnato profondamente la storia recente della finanza italiana.

Stanziamento e modalità di erogazione dei risarcimenti

L’emendamento, presentato dal senatore della Lega Andrea Paganella e riformulato dopo un confronto con le associazioni di tutela dei risparmiatori, assegna 20 milioni di euro per l’anno 2026 e 30 milioni per ciascuno dei due anni successivi, 2027 e 2028. Questa nuova iniezione di fondi rappresenta una continuazione sostanziale del FIR, il fondo istituito nel 2019 con una dotazione iniziale di 1,5 miliardi di euro per indennizzare le vittime dei crac bancari.

Luigi Ugone, presidente dell’associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza e in Veneto Banca”, ha definito l’approvazione come “una buona notizia per oltre 10.000 piccoli risparmiatori che si sono trovati gabbati da vicende che hanno tolto speranza e risorse economiche al nostro territorio.” Ugone ha inoltre precisato che con questo emendamento non è previsto l’intervento di un arbitro Consob, sottolineando la natura diretta e immediata del risarcimento.

Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, ha accolto con favore l’approvazione del provvedimento, ricordando il proprio impegno politico nelle vesti di deputato insieme al senatore Paganella per la tutela delle vittime del crac delle due banche venete. Stefani ha dichiarato: “Per me servire il Veneto significa occuparsi dei problemi dei veneti e provare a risolverli in ogni sede istituzionale, locale, nazionale ed europea. Questo emendamento rappresenta una vittoria per tutti i veneti e per una Regione che sarà sempre più protagonista nelle scelte politiche del Paese.”

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Le banche ti hanno truffato? – Reteriservealpiledrensi.tn.it

Ha inoltre sottolineato come molti cittadini abbiano perso “i risparmi di una vita” e non avevano potuto accedere ai ristori per “vizi formali o documentazioni incomplete,” ringraziando il ministro Giorgetti per l’attenzione dimostrata verso il territorio veneto.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, figura di primo piano della Lega e titolare del dicastero dal 2022 nel Governo Meloni, ha giocato un ruolo decisivo nell’approvazione del rifinanziamento del FIR. Giorgetti è noto per la sua esperienza politica pluridecennale, avendo ricoperto cariche chiave sia in Parlamento che nel Governo, inclusa la presidenza della Commissione Bilancio e la guida del Ministero dello Sviluppo Economico nel Governo Draghi.

Andrea Paganella, senatore eletto nel 2022 e primo firmatario dell’emendamento, ha evidenziato che “con questo provvedimento diamo giustizia ai cittadini truffati dalle banche.” Paganella ha spiegato che il rifinanziamento risponde alle esigenze di chi, in passato, aveva visto respingere la propria domanda di risarcimento per ragioni burocratiche o di incompletezza documentale. Il senatore ha inoltre ricordato che questa battaglia storica è stata portata avanti direttamente dal leader della Lega Matteo Salvini, che in passato aveva contribuito all’istituzione del FIR per le banche venete.

La storia del crac di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza risale al 25 giugno 2017, quando su proposta di Banca d’Italia il MEF dispose la liquidazione coatta amministrativa di entrambi gli istituti, a causa della loro situazione di dissesto e dell’assenza di investitori privati disposti a intervenire. Questo evento rappresenta uno dei più gravi casi di crisi bancaria avvenuti in Italia negli ultimi anni, con ripercussioni pesanti per migliaia di risparmiatori.

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