Non è un bonus automatico né per tutti: nel modello giusto si nasconde una possibilità spesso ignorata che invece può fare la differenza
Ogni anno, con l’arrivo della dichiarazione dei redditi, milioni di contribuenti si trovano davanti allo stesso interrogativo: sto sfruttando davvero tutte le possibilità previste dalla legge? Il modello 730, per molti percepito come un semplice adempimento formale, in realtà è uno strumento decisivo per recuperare imposte pagate in eccesso.
Non è ancora il momento per compilare il 730 ma con l’arrivo del 2026 diventa anticipatamente oggetto di osservazione a causa del peso dei costi energetici e dell’aumento generalizzato delle spese familiari e professionali. In questo scenario, anche voci apparentemente “intoccabili” iniziano a essere osservate con maggiore interesse, soprattutto quando si parla di rimborsi fiscali.
Tra le opportunità meno conosciute, ce n’è una che riguarda proprio le bollette e non si tratta del classico bonus legato all’ISEE, ma di una detrazione fiscale che passa proprio dalla corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.
Perché il 730 va compilato con attenzione
Il modello 730 rappresenta il momento in cui il contribuente comunica allo Stato i redditi percepiti e le spese sostenute. Dipendenti, pensionati e alcune categorie di lavoratori autonomi lo utilizzano per calcolare l’imposta effettivamente dovuta e, se necessario, ottenere un rimborso.

Modello 730: una compilazione attenta può fare la differenza sul rimborso finale-reteriservealpiledrensi
Molti rimborsi derivano proprio dall’inserimento corretto delle spese detraibili: sanità, farmaci, interessi sul mutuo, affitto, assicurazioni e altri oneri previsti dalla normativa fiscale. Ogni voce ha regole precise e richiede documentazione adeguata.
Un errore di compilazione o la mancata indicazione di una spesa può tradursi in un rimborso più basso o addirittura nullo. Per questo il 730 non va mai considerato una semplice formalità, ma un passaggio da affrontare con metodo e consapevolezza.
La detrazione delle bollette nel 730 non riguarda tutti i contribuenti. È una possibilità riservata a una platea ben definita: i titolari di Partita IVA che operano in regime ordinario e sostengono costi per utenze utilizzate nell’ambito dell’attività lavorativa.
In questi casi, le spese per energia elettrica, gas, acqua, telefonia e connessione internet possono essere portate in detrazione in misura parziale, generalmente fino al 50%, a condizione che siano effettivamente collegate all’esercizio dell’attività professionale o imprenditoriale.
Il passaggio fondamentale è la corretta indicazione dei dati nel modello dichiarativo appropriato, allegando le fatture e dimostrando l’inerenza delle spese. Anche un piccolo errore può compromettere il beneficio fiscale, motivo per cui è consigliabile affidarsi a un commercialista o a un centro di assistenza fiscale. Informarsi e compilare correttamente il 730 significa trasformare un obbligo fiscale in un’occasione concreta di recupero economico, evitando di lasciare allo Stato somme che possono legittimamente tornare nelle tasche del contribuente.
Nel 730 2026 anche le bollette entrano nel calcolo, ma solo se indicate correttamente-reteriservealpiledrensi






