Parte il bonus INPS anche se non lo richiedi : accreditato in automatico, fino a 600 euro, senza fare domanda né moduli.
Una nuova misura semplificata riconosce il ruolo dei caregiver familiari con un contributo economico automatico, senza modulistica né richieste: basta avere i requisiti previsti dalla Legge 104. Negli ultimi mesi il tema della Legge 104 ha guadagnato attenzione mediatica per una modifica tanto attesa quanto innovativa. Con l’obiettivo di semplificare l’accesso alle agevolazioni e valorizzare chi si prende cura di familiari con disabilità grave, è stato introdotto un accredito economico automatico erogato direttamente dall’INPS. Il bonus, riconosciuto una sola volta per ora, non richiede alcuna domanda e si basa sull’incrocio dei dati in possesso dell’istituto. Una svolta concreta che premia chi assiste un familiare con handicap, spesso sacrificando opportunità lavorative o parte del proprio reddito.
Chi riceverà il bonus e quali sono i requisiti previsti: i dati usati dall’INPS per assegnarlo
Il contributo economico è rivolto esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato che svolgono anche il ruolo di caregiver familiare. Per essere considerati idonei all’accredito automatico, devono risultare già titolari dei permessi retribuiti della Legge 104, previsti dall’articolo 33, e assistere un familiare con certificato di disabilità in situazione di gravità. Il familiare può essere il coniuge, la parte dell’unione civile, un convivente di fatto o un parente entro il secondo grado.

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Altro criterio fondamentale è che non si sia l’unico caregiver a prendersi cura della persona disabile: la misura è pensata per quei nuclei dove più persone dividono il carico assistenziale, anche se il bonus spetta solo a uno dei due. Infine, la condizione economica. Solo chi ha un ISEE inferiore a 25.000 euro potrà riceverlo. È proprio attraverso l’incrocio tra i dati del permesso 104, le certificazioni di disabilità e l’attestazione ISEE che l’INPS individua i beneficiari.
Il processo è interamente gestito dall’ente, senza che il cittadino debba compilare moduli o caricare documenti. L’accredito avverrà sullo stesso conto corrente già usato per lo stipendio o per altri contributi previdenziali. L’importo varia: 600 euro per ISEE sotto i 15.000 euro, 450 euro fino a 20.000 euro e 300 euro nella fascia più alta, sempre entro il limite di 25.000. La cifra non è soggetta a tassazione e non concorre alla formazione del reddito imponibile, quindi l’importo ricevuto è netto. Per ora, la misura è una tantum, ma si valuta di renderla strutturale dal prossimo anno, in base alle risorse disponibili.
Come controllare se si è beneficiari: verifiche online e cosa fare se non arriva l’accredito
Poiché il processo è automatico e senza richiesta, molti cittadini potrebbero non sapere se rientrano nella platea dei destinatari. Per questo, è utile controllare in autonomia. Il primo passo è accedere alla propria area personale MyINPS, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. All’interno del fascicolo previdenziale è possibile visualizzare i pagamenti ricevuti, compresi quelli straordinari come il bonus caregiver.
In parallelo, è fondamentale assicurarsi che il modello ISEE del proprio nucleo familiare sia in corso di validità. Un’attestazione scaduta o con errori nei dati potrebbe portare all’esclusione anche se si possiedono tutti gli altri requisiti. Il controllo può essere fatto tramite il portale INPS o rivolgendosi a un CAF. Chi ha difficoltà con gli strumenti digitali può contattare il numero verde dell’INPS, dove un operatore potrà verificare se si è inclusi nei pagamenti.
Una volta identificati i beneficiari, l’INPS procede all’accredito diretto senza inviare notifiche anticipate. Per questo motivo, è utile controllare il proprio estratto conto nei periodi previsti per l’erogazione. Se l’importo non arriva, e si è certi di avere i requisiti, può essere utile verificare che l’IBAN sia aggiornato o segnalare l’anomalia all’INPS.
Questa misura, oltre ad avere un impatto concreto sui bilanci familiari, rappresenta un passo importante verso una pubblica amministrazione più proattiva, che identifica autonomamente chi ha bisogno di aiuto, senza scaricare l’onere burocratico sul cittadino. Il valore simbolico è forte: riconoscere senza che venga richiesto è un segno di rispetto verso chi si dedica ogni giorno, in silenzio, alla cura di un altro essere umano.
104, anche se non lo richiedi arriva il bonifico diretto: chi riceverà l’accredito - reteriservealpiledrensi.tn.it






